Pubblicati da Rosaria Patrone

Il coraggio di prendere quel treno

Quando, quella mattina, infilai in fretta poche cose in una borsa e a piedi raggiunsi la stazione della metro più vicina, neppure mi resi conto della svolta che stavo dando alla mia vita.  Non ero del tutto consapevole di essere in preda a una sorta di rivoluzione interiore, a seguito dell’incontrollato flusso di pensiero che mi dominava e che, […]

La montagna di fronte di Rosaria Patrone

Ogni mattina scosto le tende, sapendo che la montagna di fronte è lì imponente, solenne, quasi incombente.     Da qualche giorno, però, mentre indugio dietro al vetro per intercettare lungo le sue coste le avvisaglie della primavera, fulmineo si insinua il pensiero che presto andrò via da qui, ed è allora che i suoi […]

‘Il gene maledetto’ della fibrosi cistica raccontato in un libro

Link al Sito www.adnkronos.com Una mutazione di un pezzetto di Dna, il gene CF che codifica per una proteina che funziona da canale per il cloro, provoca la patologia di cui è affetto Lorenzo: la fibrosi cistica. A raccontare del suo ‘gene maledetto’ e della malattia che lo ha tormentato per tutta la vita e lo ha ucciso a […]

Recensione di Anna Lattanzi di Mangialibri

Fonte www.mangialibri.com ARTICOLO DI: Anna Lattanzi IL GENE MALEDETTO “Mi chiamo Lorenzo, anzi mi chiamavo: sono morto a soli 27 anni di fibrosi cistica, una malattia ereditaria che non perdona”. I medici definiscono la sconcertante diagnosi pochi mesi dopo la sua nascita e la disperazione dei genitori, in particolare della mamma, non ha luoghi e non […]

25 novembre

Sulla collina Nell’ultimo loculo della fila, Rosa ci stava ormai da quarantadue anni. Quello subito prima del suo, era rimasto vuoto per un decennio. Era da tutto quel tempo che non parlava più con nessuno e ora che nella nicchia accanto ci avevano tumulato Laura, non aveva esitato un momento a subissarla di domande: «Come […]

25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Letto 22 Mentre il bip bip della macchina, cui era attaccata con alcuni tubicini, scandiva il tempo indolente della stanza d’ospedale, soltanto il movimento rapido dei globi oculari dietro le palpebre faceva intuire che fosse viva. Lei però era vigile, ascoltava quello che dicevano i presenti, capiva il senso delle loro parole, e  non aveva […]