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Il tempo di mezzo, tra l’ultimo autunno trascorso tra

quelle montagne, e il primo del suo necessario

ritorno, sembrava non essere mai esistito se non in

un ricordo confuso e sbiadito.

Cominciava a credere di non essersene mai andata

via del tutto.

Subito dopo il doloroso addio di Andrea, professore universitario mai capace di restarle fedele nei ventitré anni della loro relazione, Silvia si ritrova coinvolta in un agguato di camorra nel centro di Napoli – bellissima, ma dura e indomabile – rischiando di morire.

Guarita, lascerà la città, dove è vissuta con lui, per tornare alle sue origini, alla casa paterna – nel borgo di montagna dell’entroterra campano – con l’intento di rimettere in ordine i tasselli della sua vita.

Là a tormentarla gli squilli e le ingiurie telefoniche di Monica, giovane studentessa e nuova compagna di Andrea, che Silvia non ha mai conosciuto.

E a far aumentare la sua inquietudine un sogno ricorrente: il suo attentatore in scooter e a viso scoperto che, dopo aver sparato a Ciro, piccolo spacciatore, le rivolge l’arma contro, ferendola all’addome.

Ma forse non tutto è quel che sembra.