Voleva essere Anita Moorjani

Mario aveva capito con uno sguardo che per me era la prima volta, quando mi affacciai titubante sulla porta della stanza dove lui sedeva con altre persone, in attesa delle sacche di farmaco da farsi iniettare. Ero lì un po’ riluttante, forse non del tutto consapevole di avere un problema serio.

Poco più di un mese prima, una mattina di fine febbraio, ero uscita dal bagno piuttosto preoccupata, avevo sanguinato più del solito ed ero cosciente, ormai, di non poter più rimandare la visita dal medico.

La diagnosi di carcinoma di grado severo, esito della biopsia che il gastroenterologo, a cui il mio medico mi aveva indirizzata, aveva effettuato attraverso una indagine endoscopica, indispensabile a individuare l’anomalia che mi causava la perdita di sangue, mi aveva lasciata in una sorta di impassibilità, che non riuscivo a giustificare. Era sparita ogni traccia di quel terrore che mi aveva impedito di consultare, già alle prime avvisaglie di uno strano sanguinamento, il mio medico di famiglia, per paura che mi obbligasse a fare degli esami piuttosto invasivi. Continua a leggere

Una serata speciale

                                   Castelfranci: Associazione Libero Pensiero Irpino 12 marzo 2016

Lucio FontanaChe il tempo inclemente avrebbe creato qualche problema lo sapevo sin dal mattino del 12 marzo, che anticipava una giornata fredda e piovosa, con scrosci impetuosi ad allagare strade e piazze. La sera, a Castelfranci, si presentava il mio romanzo “Solo una storia privata”.  Avrebbero parlato del libro un gruppo numeroso di persone squisite, delle quali almeno due avevano, solo un’ora prima dell’orario di inizio del meeting, un altro evento da presenziare. Io e ogni altro invitato, saremmo giunti alla sede dell’associazione che ci ospitava da diverse zone dell’Alta Irpinia e, con quel tempo da lupi, avevo timore di qualche defezione. Poi durante il giorno avevo ricevuto alcune telefonate e messaggi di scuse di amici che mi informavano di non poter partecipare per sopraggiunti contrattempi.


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Neve

Sta andando verso il nulla, si sta dissolvendo.

Era venuta giù lieve, morbida, immacolata, aveva ricoperto ogni sporcizia, degrado, dolore; avevo sperato che restasse per molto, magari per sempre.

Anche i suoni si erano ingentiliti, un po’ ovattati, resi docili. 526393_4671150010060_1879647006_n Stamani mi ha svegliata il ticchettio regolare di una goccia che incessante cade su una pietra: è il disgelo. Continua a leggere

No Petrolio in Alta Irpinia

Trivelle in alta irpiniaMichele si era laureato in Scienze Ambientali all’università di Urbino; Il fratello minore, Antonio, aveva discusso la tesi di laurea in Scienze Agrarie nel gennaio di un paio di anni dopo.

I due fratelli erano nati e cresciuti in un paesino dell’alta Irpinia e, dopo gli studi universitari, Michele per primo, subito seguito da Antonio, avevano deciso di farvi ritorno per realizzare un progetto a lungo meditato, che aveva condizionato non poco le loro scelte di studio.

Michele, nei due anni successivi il conseguimento del diploma universitario, aveva avuto qualche breve esperienza lavorativa: come supplente in un istituto superiore, che non gli aveva fruttato nessun vero guadagno, solo una bella ed indiscutibile esperienza nel campo dell’insegnamento, e qualche consulenza ambientale, che sapeva non gli avrebbero mai pagato. Continua a leggere

Casa di appuntamento

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                                                Ciao Caterina.

È passato del tempo dall’ultima volta che ci siamo scambiate notizie su come procedevano le nostre vite, un anno forse, o poco più.
Quale ragione mi spinga a scriverti ora, ormai fuori tempo massimo, non saprei dirti.
Infine ho superato il trauma che le tue tardive confidenze mi hanno provocato, e che hanno mutato per sempre il mio modo di percepirti come persona, come amica. Per tutto il tempo che sono rimasta in silenzio a rimuginare sulle tue rivelazioni,  ho continuato a chiedermi senza interruzione chi sei stata, e chi poi sei diventata.
Immagino tu stia sorridendo in questo momento, constatando che non sono cambiata, e che i miei tempi di reazione continuano a essere lunghi. Continua a leggere

ABDALLAH: 43 anni

lapdance-600x600 (2)«Signora, dove metto la torta? Se l’appoggio vicino alla busta della frutta potrebbe schiacciarsi.»

Abdallah era molto attento alla disposizione di pacchi e buste, che evitava con cura di ammucchiare senza ordine nel cofano dell’auto.

Era arrivato in Italia dieci anni prima e si era inserito bene nel quartiere. Aveva cambiato tanti lavori, ma con la crisi era tornato a fare il lavavetri all’angolo della strada e arrotondava con le mance delle signore che facevano la spesa al supermercato lì vicino, le aiutava a caricarla in macchina o gliela la portava lui stesso a casa. Continua a leggere

LUCA: 7 anni

Teschio a coloriNella cantina era al sicuro, si ripeteva, nessuno lo avrebbe trovato, se lui stesso, per controllare che fosse ancora lì, faticava a farlo emergere da quel cumulo di cianfrusaglie.

La madre, lì dentro, ci riponeva poche vecchie cose, mentre il padre ci passava più tempo a fare piccoli lavoretti di riparazione, soprattutto ora che era disoccupato.

Gli incubi erano iniziati la notte stessa che lo aveva scovato dietro la siepe del giardino, subito sotto un dito di terra. Continua a leggere

GIOVANNA: 25 anni

imageslettura a scuolaGiovanna non ci pensava quando colorava un disegno con Marco o leggeva una favola a Elena, mentre gli altri bimbi la chiamavano, tutti insieme, maestra, maestra! Allo scampanellio di fine lezione, invece, immediatamente tornava col pensiero a casa, a quello che avrebbe trovato ad aspettarla.

Erano troppo pochi quei sei chilometri che percorreva ogni giorno avanti e indietro per raggiungere la scuola materna, e, se all’andata li faceva scivolare via veloci, spingendo quasi a tavoletta sull’acceleratore, al ritorno avrebbe voluto moltiplicare quella distanza all’infinito.

Aveva solo 25 anni, e le sembrava di essere già vecchia. Continua a leggere