Casa di appuntamento

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                                                Ciao Caterina.

È passato del tempo dall’ultima volta che ci siamo scambiate notizie su come procedevano le nostre vite, un anno forse, o poco più.
Quale ragione mi spinga a scriverti ora, ormai fuori tempo massimo, non saprei dirti.
Infine ho superato il trauma che le tue tardive confidenze mi hanno provocato, e che hanno mutato per sempre il mio modo di percepirti come persona, come amica. Per tutto il tempo che sono rimasta in silenzio a rimuginare sulle tue rivelazioni,  ho continuato a chiedermi senza interruzione chi sei stata, e chi poi sei diventata.
Immagino tu stia sorridendo in questo momento, constatando che non sono cambiata, e che i miei tempi di reazione continuano a essere lunghi. Continua a leggere

ABDALLAH: 43 anni

lapdance-600x600 (2)«Signora, dove metto la torta? Se l’appoggio vicino alla busta della frutta potrebbe schiacciarsi.»

Abdallah era molto attento alla disposizione di pacchi e buste, che evitava con cura di ammucchiare senza ordine nel cofano dell’auto.

Era arrivato in Italia dieci anni prima e si era inserito bene nel quartiere. Aveva cambiato tanti lavori, ma con la crisi era tornato a fare il lavavetri all’angolo della strada e arrotondava con le mance delle signore che facevano la spesa al supermercato lì vicino, le aiutava a caricarla in macchina o gliela la portava lui stesso a casa. Continua a leggere

LUCA: 7 anni

Teschio a coloriNella cantina era al sicuro, si ripeteva, nessuno lo avrebbe trovato, se lui stesso, per controllare che fosse ancora lì, faticava a farlo emergere da quel cumulo di cianfrusaglie.

La madre, lì dentro, ci riponeva poche vecchie cose, mentre il padre ci passava più tempo a fare piccoli lavoretti di riparazione, soprattutto ora che era disoccupato.

Gli incubi erano iniziati la notte stessa che lo aveva scovato dietro la siepe del giardino, subito sotto un dito di terra. Continua a leggere

GIOVANNA: 25 anni

imageslettura a scuolaGiovanna non ci pensava quando colorava un disegno con Marco o leggeva una favola a Elena, mentre gli altri bimbi la chiamavano, tutti insieme, maestra, maestra! Allo scampanellio di fine lezione, invece, immediatamente tornava col pensiero a casa, a quello che avrebbe trovato ad aspettarla.

Erano troppo pochi quei sei chilometri che percorreva ogni giorno avanti e indietro per raggiungere la scuola materna, e, se all’andata li faceva scivolare via veloci, spingendo quasi a tavoletta sull’acceleratore, al ritorno avrebbe voluto moltiplicare quella distanza all’infinito.

Aveva solo 25 anni, e le sembrava di essere già vecchia. Continua a leggere