33 racconti per 33 autori

INTRECCI   D’AUTORE

 

IMG-20180211-WA0000Ci sono ben 33 racconti nel libro Intrecci d’Autore, edito da Intrecci Edizioni, in edicola da qualche settimana.

Trentatré racconti di trentatré autori diversi, che hanno voluto dare il loro contributo per realizzare un libro i cui proventi saranno devoluti alla Onlus romana “Casa di Ibrahima,” che si occupa di bambini del Senegal.

È una raccolta rivolta a un pubblico ampio, ci sono racconti adatti a ogni età, per lettori esigenti e per chi vuole immergersi per qualche ora in storie piacevoli. Non mancano temi di grande attualità, come l’emarginazione dei senzatetto delle grandi città che abitano i sottopassaggi dei treni, “… dove le figure alle pareti vibrano sotto il passaggio dei treni… diretti verso un mondo migliore” cit. da “Fidarsi del buio” di Sara Carnevale.

Nel racconto “Natale 2.0” si parla invece dell’alienazione dei giovani in un futuro non meglio definito, che, non più in grado di esprimere il proprio pensiero, anche quello conciso e scarno dei social, delegano una figura nuova, una persona che lo fa per mestiere, da pagare in crediti: “… amicizia 500 crediti, amore 700. Dieci in più se vuoi che pubblichi direttamente io sul tuo profilo, così ti risparmi anche la fatica di quello.” Cit. da “Natale 2.0” di Maurizio Roccato.

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Sintesi critica di Antonio Cella

Fonte www.palazzotenta39.it

A partire dalla copertina del libro (incipit artistico del romanzo) occupata, per un terzo, da una figura di donna dall’aspetto allucinato, ambiguo e intrigante (quasi cattivo, direi), che si riflette in uno specchio scuro, ferito da un oggetto contundente o, quantomeno, da un colpo di arma da fuoco, che nella sofferenza esprime un senso di rabbia e al tempo stesso un compiacimento, proprio di chi ha appena portato a termine, con soddisfazione, con perfida determinazione un reato, un atto illecito, che solo una mente malata di delirio di possesso, di gelosia, può commettere, il romanzo di Rosaria Patrone si presenta così al lettore, con un pathos che non lascia spazio alla pausa.

La vicenda, nasce a Napoli e muore a Napoli. Bagnoli, indicato coll’anemico sostantivo di “borgo” (che peccato!), per la protagonista della narrazione rappresenta soltanto il rifugio nel ventre materno, dopo la fine della sua relazione sentimentale con Andrea, attempato professore universitario, ideatore, tra l’altro, di piacevoli momenti di “caccia al tesoro” da cui, come da uno scavo di antichi reperti etruschi, venivano portati alla luce preziosi regali per la gentile convivente: biglietti di viaggio aereo nella lontana Africa, libri di famosi autori napoletani in auge nella seconda metà del secolo scorso e inviti ad incantevoli serate da vivere nella società opulenta e colta della città partenopea. Continua a leggere

Twins Books Lovers Recensisce “Solo una storia privata”

copertina estate giusta

Recensione

Quando la storia di Silvia si incrocia con quella di Andrea, che si incrocia a sua volta a quella di Monica che, per interesse, sfocia nel bisogno di Diego, si delinea una storia che ne contiene tante altre che, come un circolo vizioso, si rincorrono e si intrecciano.
Silvia è una donna come tante altre, semplice, una donna che, per amore di Andrea, si è trasferita a Napoli, città dall’estrema bellezza ma dall’aria dura e temibile.
Ed è proprio in un giorno qualsiasi, tra le vie di Napoli, che Silvia si trova coinvolta in un agguato, che fin dal primo momento sembra coinvolgere la camorra.
Già provata per l’abbandono del suo compagno (che le si è dimostrato più volte infedele), Silvia sfrutta questo suo ennesimo momento di sconforto e paura per lasciare la città e tornare nella sua casa paterna, alla ricerca di una nuova vita.
Ma la sua ricercata tranquillità viene interrotta dalle continue chiamate e minacce di Monica, la nuova giovanissima compagna di Andrea, che Silvia non conosce.

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Il 24 aprile “Solo una storia privata” è al Circolo della Stampa di Avellino, sede dal 22 al 29 aprile dell’Avellino Book Fair di Arturo Bascetta .

Vi aspetto domenica 24 aprile alle ore 11,30 al Circolo della Stampa di Avellino, sede dal 22 al 29 aprile della manifestazione Avellino Book Fair di Arturo Bascetta Editore. Presenterà il mio romanzo “Solo una storia privata” lo scrittore Giandonato Giordano.

Il 24 aprile "Solo una storia privata" è all'Avellino Book Fair di Arturo Bascetta Editore. Alle ore 11.30 vi aspetto al Circolo della Stampa di Avellino, che ospita la manifestazione dal 22 al 29 aprile.

Il 24 aprile “Solo una storia privata” è all’Avellino Book Fair di Arturo Bascetta Editore. Alle ore 11.30 vi aspetto al Circolo della Stampa di Avellino, che ospita la manifestazione dal 22 al 29 aprile.

Luciano Luciani recensisce “Solo una storia privata”

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Nel leggere “Solo una storia privata”, romanzo di Rosaria Patrone, Marco Del Bucchia Editore, ho avuto la sensazione di trovarmi di fronte a uno dei quadri di Lucio Fontana dal titolo “Concetto spaziale. Attese”. I tagli nella tela dell’artista rappresentano una linea di demarcazione dello spazio e del tempo: la fenditura verticale, netta, in mezzo al quadro (o più tagli), è un modo per il pittore di dargli tridimensionalità, per passare dal piano e la staticità della tela a uno sbocco che permette di guardare oltre. È così che fa anche Silvia, la protagonista del romanzo: a un certo punto della sua vita, per alcuni accadimenti che si sono verificati, decide di dare un taglio netto con il passato per andare oltre quei fatti e ricominciare da zero.

Il romanzo racconta di una ragazza piena di sogni e di speranze, che lascia il paese di montagna, in cui è nata e vissuta fino ad allora, per intraprendere gli studi universitari. Resterà a Napoli anche dopo aver conseguito la laurea, perché ha conosciuto Andrea, docente universitario, con il quale convivrà per oltre 20 anni, fino a quando una giovane studentessa di nome Monica, irromperà nelle loro vite, per prendere il suo posto accanto ad Andrea. Continua a leggere

Il Quotidiano del Sud recensisce “Solo una storia privata”

Quotidiano Del Sud: Cultura.

11 marzo 2016 

Patrone tra noir e memoria

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“Solo una storia privata”, di Rosaria Patrone, Marco Del Bucchia Editore, è un romanzo che si presta a una doppia lettura: da una parte prevale un intreccio da noir, senza però assumere completamente i canoni del romanzo giallo, dall’altro domina l’introspezione psicologica che accompagna la travagliata esistenza di Silvia, alla disperata ricerca del filo di Arianna per uscire dal labirinto in cui è rinchiusa la sua esistenza, condizionata dall’abbandono. Quest’ultimo è un tema che diventa traccia su cui si snoda l’azione narrativa. L’incipit della storia sta proprio nell’abbandono sentimentale di Silvia da parte di Andrea, professore universitario, che spinge la donna a un altro abbandono, questa volta di Napoli, città di adozione, che Silvia lascia per tornare al suo paese natale. Continua a leggere